Agnese Moro racconta la vita del padre

GdM   4 maggio 2017

SUZZARA. Domani alle 10 sarà a Suzzara Agnese Moro, figlia dello statista Aldo Moro del quale quest'anno ricorre il 39° anniversario della morte. Comune di Suzzara e Istituto superiore Manzoni hanno organizzato una giornata in ricordo del segretario della Dc assassinato dalle Brigate Rosse. Alle 10, alla presenza della figlia, l'amministrazione comunale poserà una corona sulla via dedicata ad Aldo Moro. Alle 11, Agnese Moro incontrerà gli studenti del Manzoni nell'ambito dell'iniziativa “Il valore di una testimonianza. Storia, diritto, giustizia: i cardini di un esistenza”. Il 9 maggio 1978, in via Caetani a Roma, nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, viene ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo in via Fani, dopo una sanguinosa sparatoria dove furono uccisi i componenti della scorta, tenuto prigioniero per 55 giorni, infine giustiziato. Oggi Agnese di anni ne ha 63, più di quelli che aveva suo padre quando fu ucciso: è una socio-psicologa ed è l’autrice di “Un uomo così”, in cui descrive da vicino la figura del padre. (m.p.)

 

 

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GdM   5 maggio 2017

SUZZARA. Agnese Moro, figlia del grande statista Aldo, ucciso dalle Brigate Rosse, ieri a Suzzara ha incontrato amministratori e studenti facendo tappa nell’ufficio del sindaco, Ivan Ongari, poi sulla via dedicata al padre e infine nell’aula magna del “Manzoni”, dove ad attenderla c'erano più di 200 studenti.

In via Moro piccola cerimonia con la deposizione di una corona di fiori alla presenza di Patrizia Calzolari Zaniboni e di sua figlia Selene, dei sindaci Ongari, Terzi (Gonzaga), Maretti (Moglia), Nosari (Motteggiana), degli ex sindaci Wainer Melli e Luigi Salardi, della segretaria provinciale Pd Antonella Forattini, del capo della polizia municipale Sergio Cantoni, della preside del “Manzoni” Paola Bruschi. C’erano anche monsignor Egidio Faglioni, don Nicola Catarin, don Massimo Matioli, don Pierluigi Capelli, e don Giorgio Bugada.

Al “Manzoni”, con invitati anche studenti della scuola di Arti e Mestieri “Bertazzoni” e dell’ Ita“Strozzi” di Palidano, Agnese Moro ha saputo coinvolgere tutti i ragazzi che, in un silenzio denso di commozione, hanno visto scorrere le immagini inedite della vita privata di Aldo e della sua famiglia, ma anche quelle della sua vita pubblica. La foto che riprende Moro con Enrico Berlinguer ha introdotto il tema del “compromesso storico”, ma ha raccontato anche la solitudine e il senso di responsabilità dei due leader.

Agnese ha ripercorso i giorni e gli stati d’animo che hanno accompagnato l’uccisione della scorta del padre, la prigionia di Moro, il ritrovamento del suo cadavere. Certo la colpa in senso materiale è stata di chi ha premuto il grilletto ma, ha sottolineato la Moro, «lì attorno ognuno ha fatto il suo gioco», magari per «riprendersi quel potere che la linea seguita da mio padre gli aveva sottratto». Il crescente silenzio di molti all’epoca, nessuna trattativa, un esito sconcertante: questo il quadro che ha lasciato gli studenti attoniti. (m.p.)